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1985-1994

Al bando la sigaretta passiva

L’Italia è stata uno dei primi Paesi europei ad adottare una legge che vietasse di fumare nei luoghi pubblici e negli uffici.

Le morti causate dalle sigarette sono state almeno cento milioni nel Novecento e si stima che arriveranno a un miliardo entro il 2100.

Si tratta dell’equivalente della popolazione di una nazione popolosa come l’India o la Cina.

Il sospetto che il fumo di tabacco potesse nuocere alla salute non è recente. Già nel 1948 uno studio inglese, a cura di Richard Doll e Austin Bradford Hill, aveva dimostrato per la prima volta che il fumo di sigaretta era l’unica abitudine costante e comune tra i malati di cancro al polmone. Oggi si sa che l’80 per cento dei tumori polmonari è dovuto al fumo.

Per cercare di ridurre il numero di fumatori, nel 1965 gli Stati Uniti impongono ai produttori di sigarette di indicare sui pacchetti che fumare nuoce alla salute. È una decisione che le potenti industrie del tabacco contestano in ogni modo e che finisce in tribunale. Le industrie mettono in campo tutto il loro potere economico, arrivando persino a corrompere testimoni, giudici ed esperti per evitare di essere additate come nemiche della salute pubblica.

Le prove sono però talmente chiare che nel 1986 il fumo viene dichiarato ufficialmente cancerogeno dall’US Surgeon General e dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di Lione (IARC). Negli anni successivi arrivano anche le prove che il fumo non nuoce solo ai fumatori, ma anche a chi sta loro vicino. Con la dimostrazione della pericolosità del fumo passivo arrivano anche le prime leggi che vietano di fumare nei locali pubblici, negli ospedali e negli uffici. Gli effetti non si fanno attendere e già nel 1990 l’incidenza del tumore al polmone e la sua mortalità iniziano a diminuire. Purtroppo questo dato si riferisce solo agli uomini, perché tra le donne i dati peggiorano. Le donne hanno cominciato a fumare più tardi degli uomini, in parallelo con l’emancipazione e la conquista del lavoro fuori casa. Purtroppo non riescono ancora ad abbandonare la sigaretta, danneggiando la propria salute.

Nel 2003 la legge antifumo arriva anche in Italia, quasi quarant’anni dopo gli Stati Uniti: non solo non si può più fumare nei bar e nei locali, ma i pacchetti indicano chiaramente che il fumo nuoce alla salute. L’Italia è stato uno dei primi Paesi europei a varare una legge di questo tipo.

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