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Cure costruite a tavolino

Il drug design razionale consente di identificare una molecola base da modificare sulla base del target da colpire.

I farmaci contro il cancro (i cosiddetti chemioterapici) sono stati sviluppati per colpire le proprietà biologiche delle cellule cancerose, procurandone la morte, e selezionati utilizzando repertori di molecole presenti in natura, ottimizzate dal punto di vista chimico.

Con lo sviluppo dell’oncologia molecolare, le strategie sono cambiate e sempre più cambieranno negli anni a venire.

Sul finire degli anni Novanta sono stati introdotti i primi farmaci diretti contro uno specifico bersaglio molecolare (le cosiddette targeted drugs) che hanno rivoluzionato la cura del cancro, poiché si basano sull’identificazione di uno specifico bersaglio molecolare contro il quale il farmaco prodotto (spesso un anticorpo monoclonale o un inibitore) viene diretto.

I farmaci molecolari hanno però mostrato dei limiti inattesi che andranno superati nei prossimi anni con ulteriori ricerche. Per esempio spesso hanno effetti marginali sulla sopravvivenza dei pazienti, sono costosi e più tossici di quanto ci si aspettasse inizialmente da sostanze disegnate a tavolino per colpire un bersaglio preciso. Quel che va segnalato, però, è che data la lunga gestazione di un nuovo farmaco (in media 10-12 anni dalla scoperta in laboratorio), quelli che troviamo oggi sul mercato sono in gran parte frutto della ricerca oncologica dell’era pregenomica. La speranza è che in futuro le molecole siano più efficaci e più specifiche.

L’aumento delle conoscenze porta però alcuni problemi: più target molecolari identifichiamo (come sta avvenendo in questo momento) più si rende necessario scremare le informazioni e trovare quelli che sono davvero essenziali per lo sviluppo di un tumore, altrimenti il numero di farmaci da produrre supererà presto sia la quota di investimenti in ricerca da parte dell’industria sia le possibilità materiali di condurre le sperimentazioni.

Inoltre la ricerca clinica consentirà di stratificare meglio i pazienti, cioè di identificare con maggiore precisione di quanto possiamo fare oggi chi trarrà giovamento da una specifica cura.

Anche il modo di costruire i farmaci sta cambiando. Oggi si utilizza la tecnica degli scaffolds (o impalcature): sono molecole base, da modificare dal punto di vista chimico-fisico sulla base del target che si vuole colpire. Questa tecnica, chiamata drug design razionale, consentirà di produrre farmaci più efficaci.

Infine gli scienziati stanno cercando di elaborare sostanze capaci di agire sull’interazione tra proteine che avviene all’interno della cellula. Produrre sostanze che regolano o interferiscono con l’ interazione tra una proteina e l’altra presenta ancora oggi delle difficoltà tecniche (in primo luogo la mancanza di uno scaffold adatto, cioè di una molecola di partenza sulla quale lavorare), ma la ricerca ha già avanzato alcune ipotesi che verranno verificate negli anni a venire.

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