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1995-2004

Cure efficaci, ma effetti collaterali

I farmaci salvano la vita, ma possono danneggiare ossa, cuore e vasi: ecco perché anche dopo anni bisogna avvertire il proprio medico.

Pur essendo guariti, molti ex pazienti oncologici pediatrici definiscono se stessi “long term survivors”, ovvero sopravvissuti a lungo termine.

Un modo di identificarsi rispetto alla malattia che dimostra quanto può essere difficile lasciarsi alle spalle, sia psicologicamente sia fisicamente, un’esperienza tanto dura.

La maggior parte di loro è in buona salute, tuttavia alcuni ancora subiscono le conseguenze della malattia o delle cure che hanno contribuito a sconfiggerla. I medici stessi, talvolta, non sanno definire con esattezza quanto le terapie ricevute da piccoli durante il periodo di trattamento possano incidere sulla crescita o sulla possibilità di avere figli, quanto aumentino la probabilità di sviluppare malattie del cuore o quale sia il rischio di sviluppare un altro tumore.

Gli ultimi dati dicono che, dopo la diagnosi, tre bambini su quattro guariscono completamente. Crescendo, queste persone (il cui numero in Europa oggi si stima tra 300.000 e 500.000) escono dalle competenze dell'oncologo pediatra, ma purtroppo non esiste ancora una figura professionale che le possa accompagnare nell'età adulta. Non perché richiedano cure particolari (possono e devono condurre una vita del tutto normale), ma perché devono comunque prestare una speciale attenzione ad alcuni aspetti della loro salute, che possono essere stati condizionati dalle cure a cui sono stati sottoposti.

Per questo stanno nascendo in tutto il mondo appositi ambulatori dedicati a questa fascia di popolazione.

Alcuni grandi studi ancora in corso cercheranno di stabilire una relazione tra il tipo e la dose di cure ricevute e il rischio di effetti a distanza, indipendentemente dalla sede del tumore per il quale sono state somministrate.

Alcuni medicinali come le antracicline, per esempio, ad alte dosi possono danneggiare il cuore, gli alchilanti possono compromettere la fertilità, alte dosi di cortisone o la radioterapia possono influire sulla crescita e la densità delle ossa e così via.

Alcune di queste conseguenze possono avere diversa rilevanza in relazione all'età, ma in parte possono dipendere anche dalle caratteristiche individuali: chi è portatore di geni che favoriscono lo sviluppo del cancro potrà avere un maggior rischio di sviluppare un'altra malattia tumorale, chi segue sani stili di vita potrà ridurre questo rischio come quello delle malattie del cuore.

Allo stato attuale delle conoscenze non esistono ancora indicazioni sicure sul tipo e la frequenza dei controlli a cui si devono sottoporre le persone che nella loro infanzia hanno superato un tumore. Sulla base dei risultati raccolti nel corso di ricerche ancora in corso le indicazioni si affineranno.

È comunque certo che chi è guarito da un cancro in età pediatrica dovrebbe far presente al proprio medico questa circostanza, e concordare con lui gli accertamenti più opportuni per prevenire altri problemi.

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