torna in homepage

SELEZIONA UNO DEI NOSTRI TEMI:


AIUTACI A RENDERE IL CANCRO SEMPRE PIÙ CURABILE:

 

DONA ORA

AIRC.IT


CONDIVIDI IL PROGETTO:

Da 50 anni con coraggio,
contro il cancro.

1975-1984

Farmaci sempre più mirati

Il termine chemioterapia fa ancora paura ma l’efficacia è grande e gli effetti collaterali sempre minori.

È il 1947 quando la Food and Drug Administraion statunitense (FDA) approva il primo trattamento chemioterapico per una forma di cancro, il linfoma di Hodgkin.

Si tratta delle mostarde azotate, nate in realtà come arma chimica nella Seconda guerra mondiale e conosciute come “gas mostarda”. In effetti è per via di una fuoriuscita accidentale di gas mostarda da una nave ancorata nel porto di Bari che i medici scoprono che la sostanza può uccidere le cellule in rapida replicazione (quindi anche quelle cancerose). Il meccanismo d’azione, si scoprirà più tardi, è una modifica del DNA che si chiama alchilazione. Altri farmaci alchilanti, come il clorambucil, verranno in seguito approvati come chemioterapici. Bisogna aspettare però il 1965 per avere la dimostrazione scientifica che anche i farmaci, e non solo la chirurgia e la radioterapia, possono curare il cancro. Dieci anni dopo, nel 1975, Gianni Bonadonna e Bernard Fisher dimostrano che la chemioterapia effettuata dopo la chirurgia prolunga la vita delle donne con tumore al seno diagnosticato allo stadio precoce.

Bisogna però attendere il 1977 per assistere a uno dei maggiori successi della chemioterapia. Il giovane oncologo Lawrence Einhorn cura un paziente con tumore al testicolo oramai in fin di vita con un nuovo farmaco, il cisplatino. Grazie agli studi di Einhorn e a perfezionamenti successivi che limitano anche gli effetti collaterali di questo composto, oggi i pazienti con tumore al testicolo guariscono nel 95% dei casi.

Nel primi anni novanta viene scoperto il tassolo, una sostanza estratta dalla corteccia dell’albero del tasso, in grado di ridurre di più della metà la dimensione del carcinoma ovarico. È uno dei farmaci più velocemente approvati della storia, con il nome di paclitaxel. Negli anni successivi questo farmaco e i suoi derivati si riveleranno molto efficaci anche per la cura del tumore al seno.

Nel 1996 l’FDA approva due farmaci che agiscono contro due enzimi che partecipano alla formazione del tumore. Il primo è il topotecano, che agisce contro la topoisomerasi e migliora la prognosi delle donne con tumore dell’ovaio, riducendo la proliferazione cellulare. Il secondo è l’anastrozolo, che agisce contro l’enzima aromatasi e migliora la prognosi di donne con tumore al seno, riducendo la quantità di ormoni circolanti.

Nel mondo della chemioterapia sono entrati anche i cosiddetti farmaci biologici, che agiscono contro bersagli specifici. Nel 2003 è stato approvato il bortezomib, cioè il primo farmaco per il trattamento del mieloma multiplo. Il bortezomib agisce contro il proteasoma, cioè la struttura dentro la cellula che degrada le proteine danneggiate o inutili.

Più recentemente, nel 2005, arriva anche il primo nano-farmaco per il tumore dell’ovaio e per il mieloma multiplo che non risponde al trattamento con bortezomib. È un farmaco che racchiude il chemioterapico doxorubicina in una struttura chiamata liposoma che consente al farmaco di raggiungere più facilmente le cellule cancerose, limitandone la tossicità.

se questo articolo ti è piaciuto,
sostieni la ricerca!

dona ora

torna al decennio 1975-1984

 

Scopri tutti gli eventi avvenuti all'interno degli altri decenni: