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Il miraggio della polipillola

Gli esperti puntano a un insieme di sostanze che blocchino la proliferazione cellulare maligna prima che il cancro dia segno di sé.

La farmaco-prevenzione (o chemio-prevenzione) consiste nell’uso di sostanze sintetizzate in laboratorio o di origine naturale per prevenire lo sviluppo di determinate malattie.

Questa pratica è già molto usata in ambiti come la cardiologia, dove l’uso dell’aspirina a basse dosi o di farmaci che abbassano la pressione o il colesterolo ha dimostrato di ridurre l’insorgenza di infarti e ictus nelle persone più a rischio. In oncologia la ricerca sta muovendo i primi passi verso la farmaco-prevenzione e nei prossimi anni è probabile che alcune sostanze si dimostrino efficaci nel ridurre il rischio di ammalarsi di cancro.

Il problema maggiore della farmaco-prevenzione è il bilancio tra i benefici e gli effetti collaterali: i farmaci non sono mai solo buoni e gli eventuali rischi devono essere compensati dai vantaggi. Persino le sostanze di origine naturale, come alcuni estratti di tè verde studiati anche in Italia per le loro proprietà antiossidanti, per essere davvero efficaci contro il tumore devono essere assunte in concentrazioni molto elevate, superiori a quelle ottenibili con una normale alimentazione.

Per questo, anche i composti di origine naturale devono essere sottoposti alle stesse sperimentazioni dei farmaci prima di poter essere consigliati in prevenzione.

Vi sono però già alcuni esempi di successo, come l’uso del tamoxifene nel cancro del seno, che previene le ricadute o la comparsa del tumore nelle donne geneticamente predisposte. Inoltre, sono in corso studi con l’aspirina per la prevenzione del cancro del colon; con la finasteride per il tumore prostatico; con la budesonide (un cortisonico) per il cancro del polmone; e con la metformina per bloccare alcuni meccanismi infiammatori che favoriscono i tumori. I risultati definitivi arriveranno tra qualche anno.

Il tumore agisce su più fronti e, per questo, l’obiettivo della farmaco-prevenzione in oncologia è lo sviluppo di una polipillola, cioè di un farmaco che riesca a bloccare la proliferazione delle cellule maligne agendo su più meccanismi contemporaneamente.

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