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1975-1984

Interleuchina e immunoterapia

Molti premi Nobel hanno lavorato in questo ambito della biologia, contribuendo ad aprire nuove vie per la cura del cancro.

L’immunoterapia dei tumori si sta dimostrando sempre più promettente nella battaglia contro il cancro.

Specie da quando si è scoperto che il sistema immunitario, già impegnato naturalmente a difendere l’organismo contro gli attacchi esterni, può essere istruito ad agire contro le cellule tumorali.

Per mettere a punto questa strategia, molti scienziati hanno lavorato su aspetti di base del funzionamento del nostro sistema di difesa.

Per esempio, nel 1974 i premi Nobel Rolf M. Zinkernagel e Peter Doherty chiariscono in che modo i linfociti T, cellule del sistema immunitario, riconoscono e attaccano le cellule infettate da microrganismi. Questi esperimenti hanno importanti conseguenze nella messa a punto di vaccini contro le infezioni. Nel 1975, poi, i premi Nobel Georges Koehler, Cesar Milstein e Niels Jerne scoprono il modo per produrre gli anticorpi monoclonali che sono in grado di riconoscere le sostanze estranee all’organismo. Gli anticorpi sono un prodotto delle cellule immunitarie e rientrano quindi a buon diritto nel campo dell’immunoterapia. Oggi sono usati sia nella diagnosi sia nella cura dei tumori, in particolare di quelli ematologici.

Bisogna però aspettare il 1982 per avere la prima dimostrazione di efficacia dell’immunoterapia, quando l’interleuchina-2 (IL-2) viene utilizzata per la prima volta in clinica.

Si tratta di un messaggero rilasciato dal sistema immunitario, una sorta di richiamo per le sue cellule. Oggi l’IL-2 è usata, da sola o in combinazione con altre terapie, per la cura di diversi tipi di tumore, tra i quali alcune forme di carcinoma renale metastatico e di melanoma.

Nel 2010 la Food and Drug Administration statunitense approva il primo (e finora unico) vaccino anticancro, che attiva il sistema immunitario dei pazienti contro il cancro della prostata. Se questo vaccino induca davvero un beneficio significativo per i pazienti è tutt’ora una questione dibattuta.

La stessa attività di stimolo delle naturali difese dell’organismo si può ottenere con farmaci biologici di nuova concezione: nel 2011 e 2014 vengono approvati due immunomodulatori, ipilimumab e pembrolizumab, per il trattamento del melanoma inoperabile o refrattario ad altre cure. È anche grazie a questi successi che nel 2013 la rivista Science sceglie l’immunoterapia dei tumori come svolta scientifica fondamentale dell’anno.

Nel 2014 arriva anche una importante scoperta italiana, finanziata anche da AIRC: Alberto Mantovani scopre che la pentraxina (PTX3), da lui stesso identificata all’inizio degli anni Novanta, protegge i pazienti che hanno subito un trapianto di midollo dalle complicazioni dovute alle infezioni, uno dei problemi più rilevanti per le persone il cui sistema immunitario è messo alla prova anche dalle cure.

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