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1975-1984

La chemio aiuta il chirurgo

La chemioterapia adiuvante, somministrata dopo la chirurgia, migliora la sopravvivenza e tiene lontano le recidive del tumore del seno.

Sono passati circa dieci anni dalla dimostrazione che i farmaci chemioterapici sono un’arma efficace contro il tumore, quando, nel 1976, due studi clinici fanno compiere un grande balzo in avanti nella lotta contro il cancro, dimostrando l’efficacia della chemioterapia anche abbinata alla chirurgia.

La chemioterapia adiuvante è così chiamata perché i farmaci chemioterapici sono somministrati dopo l’intervento chirurgico, aumentandone l’efficacia. Questa terapia elimina le eventuali cellule tumorali rimaste, invisibili anche all’occhio del chirurgo più esperto, ma responsabili della possibile formazione di metastasi. Il merito di questa conquista è di un medico italiano, Gianni Bonadonna, che con uno studio iniziato nel 1973 e pubblicato nel 1976, insieme ai colleghi dell’Istituto nazionale tumori di Milano, ha dimostrato che la chemioterapia adiuvante tiene sotto controllo più a lungo la malattia nel caso di tumore del seno in fase iniziale con linfonodi già coinvolti.

La terapia proposta da Bonadonna si basa su una miscela di farmaci (ciclofosfamide, metotressato e fluorouracile) messa a punto dal National Cancer Institute statunitense, ma sperimentata a Milano perché nessuno dei maggiori centri oncologici americani era disponibile a utilizzare una combinazione di farmaci come terapia adiuvante. Ai risultati di Bonadonna si aggiungono quelli, molto simili nella sostanza, pubblicati da Bernard Fisher nello stesso periodo, che dimostrano come la terapia adiuvante in questo tipo di tumore sia efficace anche quando si utilizza un solo farmaco (nel caso specifico L-PAM). Dopo la pubblicazione di questi risultati si moltiplicano gli studi sull’utilizzo adiuvante della chemioterapia: vengono sperimentati diversi farmaci singoli o in combinazione, si cercano le dosi e i tempi migliori per la somministrazione e si studiano gli effetti anche su tumori diversi da quello mammario, come per esempio il cancro del colon o del polmone. Oggi la chemioterapia adiuvante ha un ruolo di primo piano nella cura di moltissimi tumori e riduce notevolmente il rischio che la malattia si ripresenti dopo un intervento chirurgico.

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