torna in homepage

SELEZIONA UNO DEI NOSTRI TEMI:


AIUTACI A RENDERE IL CANCRO SEMPRE PIÙ CURABILE:

 

DONA ORA

AIRC.IT


CONDIVIDI IL PROGETTO:

Da 50 anni con coraggio,
contro il cancro.

1985-1994

La chiave: agire sul cervello

I nuovi farmaci sono efficaci poiché interagiscono con i recettori cerebrali della serotonina, da cui nasce la sensazione di nausea.

Le cellule che rivestono le mucose dell'apparato digerente sono tra quelle che risentono di più dell'azione dei farmaci usati per la chemioterapia, poiché sono soggette a un continuo ricambio.

È comune quindi che durante il trattamento si verifichino nausea e vomito. Questi sintomi compaiono a partire da alcuni minuti fino a diverse ore dopo la somministrazione della chemioterapia e possono durare per ore, più raramente per qualche giorno. Non tutti i medicinali usati in chemioterapia provocano questi disturbi e la manifestazione varia anche da individuo a individuo. Per esempio è più probabile che si manifestino in soggetti ansiosi.

Se la sostanza ha provocato nausea e vomito la prima volta, è probabile che lo farà anche nelle somministrazioni successive, quindi i medici possono prescrivere farmaci antinausea, che di solito vengono somministrati in vena insieme alla chemioterapia e poi assunti per via orale o intramuscolare a casa. Vanno presi regolarmente anche se ci si sente abbastanza bene, perché sono prodotti che funzionano meglio a scopo preventivo.

Se i disturbi fossero particolarmente forti, nonostante i farmaci, è bene informare il medico. Per esempio, è bene avvisare il personale di cura se il vomito è particolarmente violento o prosegue per più di uno o due giorni; se impedisce di bere; se compare senza una ragione apparente (per esempio a distanza di tempo dall'ultima seduta di chemioterapia).

Anche il modo con cui ci si alimenta gioca un ruolo importante, quasi quanto quello dei farmaci. La parola d'ordine per continuare a nutrirsi efficacemente anche quando nausea e vomito sono presenti è “spuntino”. La soluzione migliore può essere di mangiare poco e spesso, spezzando i tre pasti principali in 6-8 snack al giorno, dimenticando i piatti troppo elaborati o pesanti. È più utile mettere sotto i denti cibi secchi, come pane e cereali integrali; evitare i cibi con sapori e odori troppo forti; mangiare cibi freschi invece di cibi caldi o piccanti; evitare gli alimenti che sono troppo dolci, grassi, fritti o piccanti, come dessert ricchi e patatine fritte. Infine attenzione ai liquidi: non bisogna bere troppo durante i pasti e, tra un pasto e l’altro, è meglio sorseggiare frequentemente acqua o tisane tiepide piuttosto che bere un bicchiere intero.

se questo articolo ti è piaciuto,
sostieni la ricerca!

dona ora

torna al decennio 1985-1994

 

Scopri tutti gli eventi avvenuti all'interno degli altri decenni: