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contro il cancro.

1965-1974

La fabbrica di anticorpi

La produzione di un anticorpo specifico e l’immortalità della cellula tumorale unite nell’ibridoma, arma vincente contro il cancro.

“…per la scoperta del principio per la produzione degli anticorpi monoclonali”.

È questa la motivazione che accompagna il premio Nobel per la medicina assegnato nel 1984 a Georges Köhler e César Milstein. Assieme a loro anche un altro ricercatore, Niels K. Jerne, “…per le teorie sulla specificità di sviluppo e controllo del sistema immunitario”. Tutto ciò testimonia l’importanza della scoperta di Köhler e Milstein, che apre la strada a una vasta serie di ricerche che sfruttano il sistema immunitario per la diagnosi e la cura di molte malattie, incluso il cancro. Negli anni Settanta del secolo scorso gli anticorpi sono ben noti alla comunità scientifica, ma risulta ancora troppo complicato lavorare sulle cellule del sistema immunitario in laboratorio. Di conseguenza i progressi nel settore sono davvero molto lenti. È merito di Georges Köhler, un giovane ricercatore tedesco che lavora in Inghilterra, e del suo mentore César Milstein se siamo riusciti ad andare oltre e disponiamo oggi di vere proprie fabbriche viventi per la produzione di anticorpi a richiesta.

La storia merita di essere raccontata. In quegli anni Köhler riesce a far produrre a una cellula anticorpi specifici, ma questa cellula vive solo pochi giorni e solo in condizioni particolari; dal canto suo, Milstein sviluppa cellule tumorali immortali, ma che producono anticorpi non specifici per il bersaglio che interessa.

Questi ostacoli vengono superati quando, unendo le idee e le forze, i due riescono a creare una cellula di fusione per produrre all’infinito l’anticorpo desiderato.

Queste fabbriche biologiche sono note come ibridomi e sono cellule che derivano dalla fusione di una plasmacellula che produce solo ed esclusivamente l’anticorpo richiesto e di una cellula tumorale che è immortale e regala questa sua caratteristica all’ibridoma.

Alla presentazione della tecnica, nel 1975, emerge subito la portata rivoluzionaria della scoperta. È l’inizio della produzione degli anticorpi monoclonali, strumenti fondamentali in tanti settori della medicina moderna. Grazie a queste molecole è possibile, per esempio, diagnosticare con grande precisione molte patologie e creare farmaci mirati diretti contro una specifica molecola da distruggere. Nella lotta contro i tumori le terapie basate sugli anticorpi monoclonali sono sempre di più e sempre più efficaci: al primo farmaco di questo genere approvato negli Stati Uniti nel 1997 per il trattamento del linfoma a cellule B (rituximab) se ne aggiungono oggi molti altri che vanno spesso a colpire i recettori dei fattori di crescita presenti sulla superficie delle cellule tumorali, bloccando la progressione della malattia.

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