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La grande mappa del cancro

Per poter usare le conoscenze a fini pratici, sarà necessario identificare i punti nodali del sistema cancro.

La biologia dei sistemi è nata negli anni Cinquanta, ma è diventata davvero indispensabile solo in anni recenti quando la quantità di informazioni provenienti dalla ricerca di base (sui geni, sulle proteine, sull’epigenoma, ma anche sull’interazione tra diversi elementi) è diventata talmente grande da rendere quasi incomprensibile il quadro generale.

La cellula, sana o malata che sia, lavora come un macchinario ad altissima complessità e alcuni dei fenomeni che si verificano in essa (e che possono essere all’origine dello sviluppo di una malattia come il cancro) non sono spiegabili semplicemente “spezzettando” i processi molecolari in tante piccole tappe: l’effetto globale è più complicato e alcune proprietà emergenti non si spiegano con la semplice somma dei singoli elementi.

Questa è peraltro una caratteristica di tutti i sistemi complessi, di cui si occupano sia la fisica sia la matematica, con l’aiuto dell’informatica.

L’idea che un qualsiasi fenomeno (od oggetto) molto complicato si possa capire “smontandolo” e studiando ogni suo componente in modo isolato è uno dei possibili approcci alla ricerca scientifica e va sotto il nome di “riduzionismo”.

Pur avendo consentito di raggiungere traguardi importanti, il riduzionismo ha dei limiti. La biologia dei sistemi si basa invece sull’approccio opposto, detto olistico, che guarda in modo globale al funzionamento di un sistema, come una mappa molto complessa in cui ogni elemento influenza l’altro. Questo metodo pone delle difficoltà che sono in parte superate grazie all’aiuto dell’informatica, ma soprattutto richiede tempo per tradursi in applicazioni pratiche, pur fornendo informazioni utilissime alla comprensione della biologia del cancro.

Negli anni futuri la biologia dei sistemi avrà un peso sempre maggiore e consentirà di individuare, all’interno della gran massa di informazioni che gli scienziati stanno raccogliendo, quali sono i “nodi” del “sistema cancro”, cioè gli elementi che costituiscono i passaggi essenziali del funzionamento della cellula cancerosa e che quindi possono essere bersagli preferenziali di trattamenti progettati ad hoc.

Insieme alla biologia dei sistemi sono entrati (e sempre più entreranno) nei laboratori professionisti con formazioni diverse dalla medicina e dalla biologia, ai quali sarà affidato il difficile compito di tradurre le mappe biologiche in modelli matematici, più facili da utilizzare a fini pratici.

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