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1965-1974

Si trapianta anche il midollo

Anche le cellule del midollo osseo possono essere trapiantate per sconfiggere importanti patologie, ma solo se compatibili.

Ogni anno nel mondo si effettuano più di 50.000 trapianti di midollo e Donnal Thomas, vincitore del premio Nobel per la medicina nel 1990, è considerato il padre di questa tecnica.

Nei primi anni della sua attività di medico, Thomas si muove nel campo dei trapianti in un contesto piuttosto difficile: i medici lottano infatti contro il rigetto, che veniva definito nel 1912 dal premio Nobel Alexis Carrel come una “forza biologica” che impedisce il successo del trapianto di organi tra due individui. Lo stesso concetto verrà ribadito alla fine degli anni Quaranta da un altro premio Nobel, Sir Peter Medawar, convinto che “tale forza biologica impedirà sempre il successo del trapianto”.

Per fortuna non tutti i ricercatori dell’epoca si lasciano demoralizzare da queste affermazioni e dai risultati non certo brillanti dei primi esperimenti di trapianto di organi e di midollo negli uomini. Tra questi anche Thomas che comprende, grazie ai suoi studi sugli animali, l’importanza della compatibilità per determinare il successo di un trapianto.

Da qui l’idea di selezionare i donatori in base alla presenza di particolari molecole sulla superficie cellulare, quelle che oggi si chiamano antigeni HLA: più simili sono questi antigeni sulle cellule di donatore e ricevente, maggiore è la probabilità che il trapianto abbia successo.

Ma il contributo di Thomas non si ferma qui. Grazie a un farmaco (il metotressato) è infatti in grado di ridurre gli effetti negativi causati dallo “scontro” delle cellule del donatore con il sistema immunitario del paziente. Ciononostante i primi trapianti di midollo tra fratelli compatibili per curare la leucemia in stadio avanzato non hanno grande successo. Il trattamento, però, funziona per quelli effettuati nelle fasi iniziali della leucemia, che curano il 50 per cento dei pazienti. Oggi, grazie anche ai miglioramenti nelle conoscenze molecolari e nella clinica, il trapianto di midollo rappresenta un’arma potente nelle mani degli oncologi ed è usato per il trattamento di leucemia, linfomi e mielomi, raggiungendo in alcuni casi percentuali di sopravvivenza del 90 per cento.

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