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Un test semplice ma salvavita

Anche minime tracce di sangue nelle feci, non visibili a occhio nudo, aiutano la diagnosi precoce del tumore del colon-retto.

“Credo che questo esame rappresenti uno dei metodi migliori per identificare tumori del colon-retto in pazienti senza sintomi durante le visite di routine”.

Questo afferma David Greegor in un articolo pubblicato sulla rivista JAMA (The Journal of the American Medical Association) nel 1967 nel quale viene descritto il nuovo metodo per valutare la presenza di sangue nelle feci, chiamato SOF.

La tecnica si basa sull’utilizzo di guaiaco, una resina ottenuta dalla pianta Guaiacum officinale, che permette di identificare la presenza nelle feci del gruppo eme, la componente dell’emoglobina che contiene ferro e si trova nel sangue. La presenza di sangue nelle feci può essere un campanello di allarme anche in persone che non presentano alcun sintomo particolare perché può indicare la presenza di una lesione tumorale in fase iniziale o di un adenoma, il cosiddetto “polipo”, che non è ancora un tumore ma che potrebbe diventarlo. E scoprire il problema in una fase così precoce aumenta notevolmente l’efficacia della cura.

Una delle caratteristiche più importanti di questo test, e molto utile per esami di screening in tante persone, è la semplicità: è sufficiente infatti raccogliere campioni di feci per tre giorni consecutivi e analizzarli poi in laboratorio per verificare se sono presenti tracce anche microscopiche di sangue, invisibili a occhio nudo.

Il test è anche poco costoso, altra caratteristica da non sottovalutare nei programmi di screening. Oggi sappiamo per certo che, se effettuato correttamente, il SOF riduce in modo significativo la mortalità legata al tumore del colon-retto.

Certo il test non è infallibile. La presenza di sangue potrebbe essere legata anche a un problema diverso dal tumore colorettale, per esempio le emorroidi o piccole lacerazioni non oncologiche. L’esame al guaiaco è anche molto influenzato dall’alimentazione e per questo si raccomanda una dieta speciale nei giorni precedenti l’esame. Oggi è disponibile anche un’altro metodo, chiamato immunochimica, che cerca il sangue occulto nelle feci grazie ad anticorpi capaci di distinguere l’emoglobina umana.

Sulla base di tutti questi dati, è stato istituito in Italia un programma di screening per il carcinoma del colon-retto: a tutti gli uomini e le donne tra i 50 e i 70 (o 74) anni viene offerta gratuitamente la possibilità di sottoporsi a un test SOF ogni due anni oppure, ma solo in poche regioni, a una rettosigmoidoscopia una sola volta attorno ai 58-60 anni. Nel caso di risultato positivo in uno di questi test iniziali, viene prescritta in genere con una colonscopia di approfondimento.

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