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1995-2004

Una tempesta infiammatoria

Gli studi rivelano che il tessuto adiposo è una centralina di mantenimento per l’infiammazione, che a sua volta promuove il cancro.

In passato l’obesità era associata alle patologie cardiovascolari e metaboliche e meno al rischio di ammalarsi di tumore.

Molti studi epidemiologici compiuti negli ultimi anni hanno invece dimostrato che l’obesità è seconda solo al fumo di sigaretta quanto a fattore di rischio per il cancro. Le ricerche hanno messo in luce alcuni dei meccanismi attraverso i quali il grasso può agevolare la formazione di una neoplasia.

Tra i possibili meccanismi vi sono una generale regolazione difettosa dei circuiti ormonali che comporta, tra l’altro, l’ iperattivazione dell’ormone insulin-like growth factor 1 (o IGF 1) che causa uno stato di pre-infiammazione cronica nel tessuto adiposo. Ciò mobilita alcuni acidi grassi che, non a caso, sono presenti in quantità elevate nel circolo sanguigno degli obesi. Ma lo stato infiammatorio ha molte altre conseguenze: richiama e attiva le cellule del sistema immunitario che, nel tentativo di ripristinare l’equilibrio perduto, secernono molecole di vario tipo, alcune delle quali favoriscono la proliferazione tumorale mentre altre, come le citochine, alimentano ulteriormente l’infiammazione.

Non sono solo le cellule adipose a essere coinvolte in tutti gli sconvolgimenti metabolici che avvengono quando il grasso corporeo supera i limiti. Vengono alterati anche i rapporti tra cellule adipose e non adipose, nonché i rispettivi circuiti di regolazione del consumo energetico. Anche in questo caso la risposta dell’organismo è l’infiammazione, il rilascio di acidi grassi e la formazione di nuovi vasi sanguigni (il fenomeno noto come angiogenesi), sfruttato anche da eventuali cellule cancerose in proliferazione. Infine, le cellule adipose funzionano come veri e propri depositi per sostanze come gli ormoni sessuali e alcuni noti cancerogeni che, a loro volta, possono stimolare la crescita tumorale.

L’obesità provoca quindi una tempesta permanente e per questo andrebbe presa in seria considerazione. Basti pensare che solo in Europa oltre 100.000 nuovi casi di cancro all'anno sono associati a sovrappeso e obesità, contro i 500.000 casi stimati negli Stati Uniti dall’OMS, sempre con una leggera prevalenza nelle donne. È stato calcolato che se tutta la popolazione europea mantenesse il proprio indice di massa corporea sotto il valore critico, si potrebbe ridurre l'incidenza di cancro del colon di oltre 21.000 casi all'anno e del cancro al seno di oltre 13.000 casi.

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